Call for Paper: The Rule and the Place: Spaces, Institutions and Society in Early Modern Cities

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Le regole dei luoghi. Spazi, istituzioni e società nella città moderna

Ecole française de Rome,  8-10 settembre 2016

 

Organized by:

 

Laboratorio Internazionale Associato MéditerraPolis / Aix-Marseille Université / Sapienza Università di Roma / École Française de Rome

 

 

 

Il Laboratorio Internazionale Associato (LIA) MéditerraPolis. Espaces urbains, mobilités, citadinités. Europe méridionale-Méditerranée organizza un convegno internazionale sui rapporti tra gli spazi urbani e i sistemi di regole elaborati per gestirli nell'Europa moderna (secoli XVI-XVIII). La storia delle istituzioni e delle società urbane sarà esaminata attraverso lo studio della materialità dello spazio: il convegno propone di porre al centro dell'attenzione, da un lato, il ruolo e la funzione delle regole - formalizzate e non - nella configurazione e nell'uso degli spazi cittadini; dall'altro, i diversi modi in cui la materialità del territorio ha contribuito ad articolare questo universo di regole, modificando le relazioni tra i differenti attori istituzionali e sociali. 

Negli ultimi anni un gran numero d’incontri scientifici, di pubblicazioni, di numeri tematici di riviste ha evidenziato la riscoperta dello spazio nella ricerca storica, così come in diversi altri campi delle scienze umane e sociali. La storia delle città in età moderna ha tratto beneficio dalle nuove prospettive che si sono dischiuse, ma lo sviluppo concreto delle ricerche è stato alquanto diseguale e quasi mai accompagnato da un approccio comparativo.

Gli studi più autorevoli sulle città europee hanno privilegiato l’indagine sulle autonomie cittadine all’inizio dell’età moderna, e hanno esaminato, nel quadro del processo di affermazione degli stati, la limitazione progressiva di tali autonomie, e delle immunità e delle giurisdizioni presenti all’interno degli spazi urbani. Ma questo processo si è realizzato attraverso conflitti e contrattazioni incessanti per l’appropriazione degli spazi, in ragione del rapporto indissolubile tra la materialità dello spazio e i privilegi costruiti su tale materialità. D’altra parte, il pluralismo giuridico era un tratto fisiologico delle società di antico regime, ampiamente contrassegnate da eccezioni e da sistemi d’eccezione, e la frammentazione territoriale e la sovrapposizione di poteri e giurisdizioni non possono essere liquidate come anomalie o come aspetti residuali.

Se dunque il privilegio era uno dei tratti distintivi delle società europee in età moderna, nei contesti urbani esso si traduceva in una delimitazione minuta degli spazi in cui poteva essere esercitato. E tuttavia, in degli spazi affollati di diritti, di poteri e di giurisdizioni, i limiti spaziali di tali privilegi erano definiti non tanto da riconoscimenti formali quanto da pratiche sociali reiterate, vale a dire da processi sociali di costruzione della località. Sicché l’estensione, le gerarchie e persino la validità di tali privilegi erano spesso oggetto di conflitti e di negoziazioni incessanti tra le molteplici istituzioni ed i diversi attori sociali. Per questa ragione norme e privilegi finivano per essere, a loro volta, la risultante dell’incontro tra formalizzazioni e pratiche, tra la capacità delle istituzioni di definire localmente l’ambito della loro azione e quella dei diversi attori sociali di appropriarsi di determinati spazi.

Muovendo da queste premesse, il convegno ambisce a riunire diversi studi di casi che permettano di analizzare, in una prospettiva comparata, i modi in cui le istituzioni e i diversi attori sociali hanno costruito e regolato un determinato territorio, e le trasformazioni che si sono determinate nel corso del tempo.

Le proposte di comunicazione, che dovranno riguardare una o più città dello spazio euro-mediterraneo tra XVI e XVIII secolo, potranno inscriversi in uno dei seguenti assi:

1. Gestione e manipolazione dello spazio regolato: in che modo gli attori gestivano e plasmavano spazi fortemente regolati, dunque difficili da trasformare senza un importante investimento individuale o collettivo? Saranno particolarmente apprezzate proposte che mettano in luce azioni di individui o di gruppi che hanno contribuito al processo di creazione o di alterazione dei privilegi iscritti in questi spazi. Saranno privilegiate inoltre ricerche su spazi in cui si svolgevano importanti attività economiche (mercati, porti, fondaci, dogane, banche), in quanto spazi densamente regolati, e su quelli la cui funzione regolatrice è attestata dalla letteratura scientifica (prigioni, ospedali, lazzaretti, ospizi di mendicità).

2. Gli spazi dell’eccezione, vale a dire i luoghi cui era riconosciuto uno statuto derogatorio rispetto al sistema di regole generalmente accettato. Saranno privilegiate le proposte centrate su uno o più dei seguenti aspetti:

a) le dinamiche di affermazione o d’indebolimento di questi spazi e la loro influenza sulla vita quotidiana degli abitanti. Gli spazi sacri (chiese, conventi, cimiteri, santuari, cappelle) hanno un ruolo paradigmatico a questo proposito, in virtù dell’immunità locale che era loro riconosciuta. Inoltre, i luoghi legati alla difesa militare (caserme, mura, porte, arsenali) saranno presi in considerazione nella misura in cui il loro statuto eccezionale era spesso garantito da un legame diretto con la sovranità;

b) la costruzione informale dello spazio derogatorio (o deregolato) rilevabile ad esempio in alcune attività illegali e in pratiche che, seppur non riconosciute ufficialmente, erano accettate o tollerate dalle autorità;

c) la costruzione degli spazi d’eccezione in situazioni d’emergenza (guerre, epidemie, catastrofi naturali). L’attenzione a questo aspetto permetterà di gettare luce sulle questioni politiche e sociali insite in simili azioni, in particolare sulla tensione che si può rilevare tra la necessità di affrontare in maniera efficace una situazione critica e il desiderio di approfittare dello stato d’emergenza per affermare un progetto politico altrimenti respinto dagli altri corpi sociali.

 

3. I processi di trasformazione dello spazio urbano, quali ampliamenti o ammodernamenti del tracciato urbano. Spesso tali processi hanno condotto alla ridefinizione dei diritti, delle immunità e dei privilegi locali, o alla loro soppressione. È il caso, ad esempio, dell’inclusione degli spazii periurbani nella giurisdizione delle autorità cittadine; o della riconfigurazione socio-economica di certi luoghi dovuta all’intervento delle autorità. In relazione a questo asse, saranno privilegiate le proposte centrate sui processi d’integrazione o reintegrazione delle popolazioni negli spazi modificati, prendendo in esame non solo la dimensione conflittuale generata da tali processi, ma anche i meccanismi di superamento degli antagonismi.

Le proposte di comunicazione, di max. 500 parole, accompagnate da un breve profilo biografico del proponente, devono essere inviate entro il 15 aprile 2016. L’esito della selezione sarà comunicato all’inizio del mese di maggio. Le comunicazioni potranno essere presentate in italiano, francese, inglese e spagnolo all’indirizzo elettronico  mediterrapolis@gmail.com.

Le spese di vitto e alloggio saranno prese in carico dall’organizzazione del convegno; le spese di viaggio sono a carico dei partecipanti.

 

Convened by:

Diego Carnevale (MéditerraPolis, TELEMME, Aix-Marseille Université)

Domenico Cecere (MéditerraPolis, TELEMME, A*MIDEX)

Elodie Oriol (MéditerraPolis, Sapienza Università di Roma)

 

Contact:
mediterrapolis@gmail.com

 

Categories: Call for Papers
Keywords: urban history