CFP: Kultur/Morphologie? Aktualisierung und Kritik eines umstrittenen Begriffs / Morfologia della cultura. Riattualizzazione o critica di un concetto problematico? (30.1.2021)

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Der Begriff der Morphologie ist bekanntlich von Goethe für die Naturwissenschaften geprägt worden. Im frühen 20. Jahrhundert ist er von Oswald Spengler und Leo Frobenius u. a. von dem einen auf die kulturhistorische Beschreibung von verschiedenen Phasen der Zivilisationen, von dem anderen auf die Beschreibung aus einzelnen Elementen zusammenhängenden kulturelle Einheiten im Sinne einer Kulturmorphologie angewendet worden. Die aus der Biologie abgeleitete Beschreibung kultureller Entwicklungen und Zusammenhänge avancierte zu einem mehr oder weniger systematischen organologischen Denken und diente allerdings auch dazu, jenes europäische Staats- und Kulturgefüge zu legitimieren, das die Zeit des Imperialismus und der Kolonialisierung beherrschte. Im frühen 21. Jahrhundert hingegen scheint die Kulturmophologie auf einer Seite aus den aktuellen Debatten verschwunden zu sein, auf einer anderen aber verkappt wiederaufzutauchen, wie z.B. in einigen Tendenzen des ecocriticism (Vgl. Emanuele Coccias Studien La vita delle piante, Bologna 2018 und Metamorphoses, Paris 2020), in denen die Morphologie neue geschichtsphilosophischen und kulturwissenschaftlichen Konturen nimmt.

Diese Umstände haben dazu geführt, dass die Kulturmorphologie als ‚Formwissenschaft‘ obsolet wurde, d.h. als eine Denk- und Beschreibungsmodell für die im frühen 20. Jahrhundert als Krise wahrgenommene zeitgenössische ‚abendländische‘ Kultur innerhalb einer essentialistischen Perspektive. In diesem Sinne könnte man die Kulturmorphologie auch als eine ‚Krisenwissenschaft‘ betrachten, die die Brüche und Zäsuren der Geschichte zu erklären sucht. Wenn man sich heute aus einem historischen Abstand mit der Kulturmorphologie befasst, ist nicht nur die kritische Frage nach den Abgründen eines solchen Denkmodells interessant, sondern auch nach dessen ideengeschichtlichen und formanalytischen Grundlagen, die unsere aktuelle kultur- und literatur-wissenschaftliche Landschaft auch im Sinne der ‚Form‘ der Literatur(en) und der Poetik(en) befragt. Die Kulturmorphologie als ‚Formwissenschaft‘ strebt also danach, die Gesamtgestalt und den Gestaltwandel der Kultur und der Literatur typologisch zu betrachten, indem sie keine Angst vor Totalität zeigt; denn, wie Adorno in Bezug auf Spengler mahnte, „wirkt das Vergessen als Ausflucht“.

Aus diesen Gründen lädt die Jahreszeitschrift „links. Rivista di letteratura e cultura tedesca / Zeitschrift für deutsche Literatur- und Kulturwissenschaft“ Interessierte ein, Themen für einen Beitrag vorzuschlagen, der Aspekte dieses konzeptionellen Ansatzes aufgreift, sowohl hinsichtlich der historischen Rekonstruktion und der Kritik des Begriffs als auch seiner methodischen Anwendungen.

Mögliche Fragestellungen dazu:

- Morphologie der Kultur oder der Kulturen? Die Rolle von Identität und Differenz.

- Morphologie oder Metamorphose? Agieren ‚Gestalt‘ und ‚Form‘ in diesen beiden Begriffen auf identischer Weise?

- Ist eine ‚Philosophie der Formen‘ als neues Modell für die Literaturgeschichte immer noch überhaupt möglich?

- Verhältnis der Kulturmorphologie zu den Begriffen von Form, Stil, Stilisierung; Rolle dieser Fragestellung innerhalb einer Literaturbezogener Begriffsbestimmung.

- Lässt sich die Kulturmorphologie als eine verkappte aktuelle Geschichtsphilosophie deuten?

- Entwicklung des Formbegriffs

- Ist die Kulturmorphologie eine ideologische Form oder kann sie als ein Mittel zur Enthüllung gelten?

- Welche Formen nimmt die Literatur an?

 

Interessierte werden gebeten, einen Aufsatz einzureichen und eine Zusammenfassung von max. 300 Wörtern bis zum 30. Januar 2021 an die Redaktion, links.rivista@gmail.com und den Herausgeber der Zeitschrift, gabriele.guerra@uniroma1.it, zu senden.

Das redaktionelle und wissenschaftliche Gremium der Zeitschrift wird die Abstracts bewerten und die Autoren darüber informieren, welche Aufsätze angenommen werden. „links“ ist eine Peer-Review-Zeitschrift, d.h. die angenommenen Aufsätze werden anonym der Bewertung durch zwei anonyme Gutachter unterzogen. Die Aufsätze können in Englisch, Deutsch, Französisch, Italienisch verfasst werden und dürfen 30.000 Zeichen (einschließlich Leerzeichen) nicht überschreiten.

 

Timing:

1. 30. Januar 2021: Einreichen eines Abstracts auf Englisch (max. 300 Wörter)

2. 28. Februar 2021: Interne Bewertung von Abstracts und Bestätigung der ersten Annahme

3. 30. Mai 2021: Lieferung der Texte (max. 30.000 Zeichen inklusive Leerzeichen)

4. 15. Juli 2021: Abschluss des review-Verfahrens

5. 30. September 2021: Endgültige Übergabe an die Redaktion der überarbeiteten Texte

 

https://links-rivista.wixsite.com/links

 

ITALIANO

CFP: Morfologia della cultura. Riattualizzazione o critica di un concetto problematico?

Il concetto di morfologia venne formulato da Goethe per le scienze naturali, poi nel primo XX secolo venne applicato alle concezioni della storia e dell’etnologia per es. da Oswald Spengler o Leo Frobenius. In quanto morfologia della cultura, esso è servito non solo ad illustrare le metamorfosi cui vanno incontro le forme culturali con cui si sono articolate storicamente le diverse civiltà, ma anche a ridurre a unità queste stesse forme nella prospettiva di un pensiero sostanzialmente organologico – per legittimare in ultima analisi compagini statuali e culturali europee, nel quadro della fase storica nota come età dell’imperialismo e della colonizzazione. Nel primo XXI secolo, invece, la morfologia culturale, se da un lato pare scomparsa dall’orizzonte del dibattito scientifico, dall’altro pare riemergere in modalità occulte, per es. in certe tendenze dell’ecocriticism (si pensi alle opere di Emanuele Coccia, come La vita delle piante, Bologna 2018, o il recente Métamorphoses, Paris 2020), in cui la morfologia sembra assumere un profilo filosofico con finalità culturologiche.

Tali circostanze hanno finito per oscurare il dispositivo concettuale della morfologia della cultura in quanto “scienza della forma”, cioè come un modello teoretico capace di confrontarsi, nel primo XX secolo, con la crisi della nozione e dello statuto stesso della cultura occidentale considerata da una prospettiva essenzialistica. In tal senso, si potrebbe considerare la morfologia della cultura anche come una “scienza della crisi” in grado di pensare le fratture e le cesure della storia. Se si considera oggi la morfologia della cultura dalla nostra attuale prospettiva, non si può non registrare la distanza che ci separa da essa, ma anche constatare come i suoi fondamenti in termini di storia delle idee e delle forme caratterizzino il nostro paesaggio scientifico attuale, e insieme la nostra concezione della letteratura, della ‘forma’ che assume. Una morfologia della cultura concepita come “scienza della forma”, insomma, punta a recuperare in senso tipologico una considerazione unitaria della letteratura e delle poetiche, senza mostrare eccessive remore verso questa aspirazione alla totalità. Occorre insomma tornare ad affrontare la questione della ‘forma’ delle culture, consapevoli, con l’Adorno critico di Spengler, che “l’oblio funziona da scappatoia”.

Per questi motivi la rivista annuale “links. Rivista di letteratura e cultura tedesca / Zeitschrift für deutsche Literatur- und Kulturwissenschaft” invita gli interessati a proporre argomenti per un contributo che tematizzi aspetti diversi di questa impostazione concettuale, sia in termini di ricostruzione storica che in forma di proposta metodologica.

Possibili interrogativi:

  • Morfologia della cultura o delle culture? Ruolo di identità e differenza.
  • Morfologia o metamorfosi? Quale è il ruolo del concetto di “forma” all’interno di questi due modelli? Essi possono essere considerati identici?
  • È in generale possibile una “filosofia delle forme” concepito come nuovo – o riattualizzato – modello per una storia della letteratura?
  • Relazione della morfologia della cultura con i concetti di forma, di stile, di stilizzazione, e il ruolo di queste categorie all’interno di una determinazione concettuale di cosa sia “letteratura”.
  • Morfologia della cultura come dispositivo occulto della moderna filosofia della storia?
  • Evoluzione del concetto di forma
  • La morfologia della cultura come forma ideologica o come modo del disvelamento?
  • Quali ‘forme’ prende la letteratura?

 

Si invitano coloro che sono interessati a queste tematiche a proporre un saggio, inviando un abstract di max. 300 parole entro il 30 gennaio 2021 all’indirizzo della redazione, links.rivista@gmail.com e del direttore della rivista, gabriele.guerra@uniroma1.it.

Il comitato editoriale e scientifico della rivista valuterà gli abstracts e comunicherà agli autori quali sono i saggi accettati. “Links” è una rivista peer review, quindi i saggi accettati saranno sottoposti alla valutazione in forma anonima alla valutazione di referees in forma doppia cieca. I saggi possono essere scritti in inglese, tedesco, francese, italiano e non devono superare le 30.000 battute (spazi inclusi).

 

Timing:

1. 30 gennaio 2021: invio Abstract in inglese (max 300 parole)

2. 28 febbraio 2021: Valutazione interna abstract e conferma prima accettazione testi

3. 30 maggio 2021: Consegna testi degli autori (max 30.000 battute spazi inclusi)

4. 15 luglio 2021: conclusione del referaggio

5. 30 settembre 2021: consegna definitiva testi revisionati

 

https://links-rivista.wixsite.com/links

 

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Redaktion: Constanze Baum – Lukas Büsse – Mark-Georg Dehrmann – Nils Gelker – Markus Malo – Alexander Nebrig – Johannes Schmidt

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