CFP - Seminario di ricerca Sissco "Politica, libertà e cultura nelle «riviste letterarie» italiane (1903-1925/1945-1960)” - Cagliari, May 8-9, 2020 (Deadline March 15, 2020)

Mario  De Prospo's picture

Dear H-Italy network members,

I am pleased to share the second Call for Papers for the of Sissco research seminars "Politica, libertà e cultura nelle «riviste letterarie» italiane (1903-1925/1945-1960)".

This series of seminars is take place during 2020 and includes three separate dates in Bologna, Cagliari and Naples, corresponding with different phases of the chronological period under consideration.

The second date will be held in Cagliari on May 8-9, 2020 and collects proposals for the years 1914-1925. The deadline for sending proposals is March 15, 2020.

Here it is the full text of the call in Italian:

 

SEMINARIO DI RICERCA SISSCO 2020 – CALL FOR PAPERS

Politica, libertà e cultura nelle «riviste letterarie» italiane (1903-1925/1945-1960)

Università di Bologna, [24 febbraio 2020]

Università di Cagliari, [8-9 maggio 2020]

Università degli studi di Napoli “Federico II”, [ottobre 2020]

Questo ciclo di seminari di ricerca SISSCO intende analizzare il ruolo e lo spazio delle libertà civili e politiche nella cultura politica italiana dall’età giolittiana al secondo dopoguerra. Con l’espressione libertà civili ci riferiamo a tutto ciò che è connesso all’autonomia dell’individuo e con libertà politiche alle condizioni di possibilità di partecipare e determinare la vita pubblica del paese. Alla fine dell’Ottocento Guglielmo Ferrero scrisse che «la metà della classe dirigente italiana è indifferente al problema delle libertà. L’altra metà gli è invece del tutto ostile». Un’affermazione così perentoria, proveniente per giunta da un brillante osservatore e studioso delle forme e delle dinamiche del potere, potrebbe essere scambiata per un giudizio antropologico sul “tipo italiano”, il cui disinteresse o insofferenza per la libertà sarebbero radicati nella sua “natura”. Da un’antropologia essenzialista è facile poi giungere alla conclusione apocalittica per cui il fascismo sarebbe una tara genetica della nostra società. In un intervento su «La Lettura» (19.5.2019) Fulvio Cammarano ha osservato che, almeno fino al 1968 e al netto delle condizioni eccezionali in cui si inquadra la Resistenza e la Liberazione, la vicenda nazionale italiana sembra essersi sviluppata ai margini, se non al di fuori, del «terreno delle libertà civili e dei diritti». Nello stesso intervento, Cammarano suggeriva di evitare scorciatoie psico-antropologiche per rintracciare le ragioni di una idiosincrasia per la libertà, che certamente precede la Marcia su Roma, sul terreno complesso e accidentato della storia, che impedisce di accontentarsi di soluzioni tanto facili quanto inconsistenti. Quali sono le ragioni storiche che hanno bloccato o ostruito la diffusione di ideali e rivendicazioni di libertà nella cultura e nella prassi politica italiana? Perché, a fronte di una classe dirigente apparentemente indifferente e ostile alla libertà, nell’Italia liberale sono solo il miglioramento delle condizioni materiali e poi il conflitto tra neutralisti e interventisti a infiammare le piazze? In queste stesse piazze non si registrano infatti mobilitazioni significative né per chiedere l’estensione del suffragio, che invece è frutto di concessioni dall’alto, né, più in generale, per difendere le istituzioni dello Stato liberale, che pure sono le condizioni basilari per l’esercizio dei diritti civili e politici. E, ancora, la guerra di liberazione, la nascita della Repubblica e l’istituzione della Costituente hanno prodotto davvero una cesura su questo fronte? Hanno cioè innescato una nuova domanda di libertà e una rinnovata considerazione delle istituzioni liberali, dopo che il fascismo aveva represso la prima e svuotato le seconde? E, se è così, perché le tentazioni leaderistiche e cesaristiche, la fascinazione per l’«uomo forte» al comando e una certa insofferenza verso le forme della democrazia liberale, non cessano di condizionare in profondità la vita politica e il dibattito pubblico in Italia?

L’obiettivo dei seminari dunque è quello di discutere, indagare e confrontarsi sul problema della formazione di una cultura politica poco avvezza al linguaggio della libertà e dei diritti e più a proprio agio, invece, con un’idea di rinnovamento spirituale della nazione al fine di dotarla di una missione storica. L’invito è quello di impostare le proposte di ricerca sulle «riviste letterarie» del Novecento italiano, ovvero quelle «riviste gruppo» in cui l’intreccio tra letteratura, storia, filosofia e arte si salda con una visione e una proposta politica di rinascita e di ricostruzione del tessuto culturale del paese. Tra le riviste che vorremmo prendere in esame e per cui sollecitiamo delle proposte, segnaliamo «Leonardo», «Il Regno», «La Voce», «Lacerba», «Il Baretti», «La Ronda», «Il Politecnico», «Società», «Il Ponte», «Tempo Presente». La lista non è però in alcun modo esaustiva e prenderemo in considerazione ogni proposta di contributo su riviste che rispondano ai criteri sopra esposti. Sono tre le finestre temporali che prenderemo in esame. Una prima fase che va dal 1903 al 1914, ovvero dalla nascita del II governo Giolitti ma anche di due riviste apripista come «Il Regno» e «Leonardo» fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Una seconda fase dal 1914 al 1925 che comprende gli anni della Prima guerra mondiale fino alla violenta virata autoritaria del fascismo e quindi della fine della libertà di espressione. Una terza fase che va dal 1945 al 1960, ovvero dall’anno della Liberazione ma anche della nascita di due riviste di grande rilevanza come «Il Politecnico» e «Società» fino alla rivolta di Genova contro il governo Tambroni che di fatto “impone” di adottare la formula del centro-sinistra, le cui ambizioni di governo delle trasformazioni economiche e sociali necessitano più di un sapere tecnico che culturale-letterario.

IL CICLO SEMINARIALE SARÀ ARTICOLATO IN TRE MOMENTI DIFFERENZIATI:

1) Il primo il 24 febbraio 2020 presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dedicato alla prima fase 1903-1914.

2) Il secondo seminario l’8-9 maggio 2020 presso l’Università di Cagliari per la seconda fase 1914-1925. Deadline per l’invio delle proposte 15 marzo 2020

3) Il terzo seminario nell’ottobre 2020 presso l’Università di Napoli dedicato alla terza fase dal 1945 al 1960.

Gli interessati al secondo seminario “Politica, libertà e cultura nelle «riviste letterarie» italiane, 1914-1925” presso l’Università di Cagliari dovranno inviare un abstract della proposta di non oltre 500 parole più una breve presentazione biobibliografica entro il 15/03/2020.

Il risultato della selezione sarà comunicato entro due settimane dalla scadenza della call.

Le proposte andranno inviate al seguente indirizzo mail seminariosissco2020@gmail.com.

I contributi dovranno circolare almeno una settimana prima dei seminari al fine di garantire una discussione fruttuosa.

La SISSCO offrirà un contributo di 150 euro a parziale rimborso delle spese di viaggio e dialloggio per giovani partecipanti non strutturati.

COMITATO PROMOTORE:

Michele Cento (Università di Bologna); Mario De Prospo (Università di Pavia); Gianluca Scroccu (Università di Cagliari); Filippo Triola (Università di Bologna).

COMITATO SCIENTIFICO:

Fulvio Cammarano (Università di Bologna), Michele Cento (Università di Bologna); Piero Craveri (Università Suor Orsola Benincasa); (Mario De Prospo (Università di Pavia); Luigi Musella (Università di Napoli – Federico II), Francesco Atzeni (Università di Cagliari); Mauro Moretti (Università per Stranieri di Siena), Marco Pignotti (Università di Cagliari); Filippo Triola (Università di Bologna); Gianluca Scroccu (Università di Cagliari); Luca Lecis (Università di Cagliari).